STORIA DELLA CROCE BIANCA

La Storia della Croce Bianca di Milano

La Croce Bianca di Milano, è un’associazione di ispirazione cattolica, nata dal volere di Don Giuseppe Bignami nel 1902 per salvaguardare il bene prezioso che è: LA VITA.

 

Un impegno sociale ed umanitario ispirato al comandamento: “Ama il prossimo tuo come te stesso”; un impegno professionale e continuo nella formazione e preparazione dei Volontari che svolgono con passione ed amore quest’opera di solidarietà e di aiuto vero, un impegno qualitativo che si è evoluto dalle rudimentali ambulanze alle attuali unità mobili di rianimazione.

 

Don Giuseppe Bignami prese l’iniziativa di fondare un’Associazione di Pronto Soccorso e scelse come emblema una croce di colore bianco su fondo blu, richiamando i colori della bandiera nazionale; lo scopo era quello di mettere a disposizione della cittadinanza milanese un altro servizio di primo soccorso per gli incidenti che avrebbero potuto accadere nello svolgimento delle manifestazioni sportive.

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Come prima sede fu presso l’Oratorio di San Luigi, in via Tagliamento, vicino alla stazione di Porta Romana.

Nel 1907 la Croce Bianca viene dichiarata “organizzazione cittadina” con relativo moltiplicarsi di iniziative che vanno dall’assistenza notturna agli ammalati poveri, all’istituzione di corsi di primo soccorso e di igiene con un ambulatorio per prestazioni gratuite ai poveri privi di libretto comunale di assistenza.

 

Il 25 febbraio 1914 si costituisce all’interno dell’Associazione un gruppo femminile che si occupa delle attività assistenziali ed organizza un corso per infermiere volontari. Un anno dopo l’Italia entra in guerra, la frequenza dei corsi di preparazione si intensifica e le stesse infermiere volontarie trovano impiego in parecchi ospedali milanesi: Fatebenefratelli, Ospedale Maggiore ed in diversi Ospedali Militari della città.

È in questa occasione che si apre un ambulatorio anche in via Meda. Il 1916 vede la nascita di una Sezione a Caronno ed una a Cassano d’Adda.

 

Nel 1918 la sede viene trasferita in via Disciplini e vi rimarrà fino al 1930, anno che vede lo scioglimento dell’Associazione, in forza di un decreto dell’allora vigente Partito Nazionale Fascista che requisisce sede, materiali e patrimonio.